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Etiopia 12Etiopia | Chiese bruciate

Ci sono voluti solo pochi minuti, poi tre chiese sono andate in fumo. Un attacco mirato ha distrutto all’alba tre luoghi di culto a Ejere.


Un’opera inarrestabile

L’attentato ha colpito il nostro partner locale, l’Etiopian Full Gospel Believers Church (EFGBC), un movimento pentecostale in costante crescita. Questa denominazione conta 2.947 chiese locali e 8.000 chiese “figlie” in tutto il Paese. Oggi è il secondo movimento ecclesiale più forte in Etiopia ed è attivo anche nei luoghi più remoti. Rappresenta per noi un partner perfetto, perché uno dei nostri obiettivi è di visitare quei popoli mai raggiunti. Laggiù ACP fonda chiese, forma leader e soddisfa i bisogni alimentari. Ma il successo dell’EFGBC sta incontrando una forte resistenza.


Fuoco amico”

Gli attentati da parte dei musulmani sono ormai comuni, ma è triste quando le persone che si definiscono cristiane attaccano le chiese cristiane. L'Ejere Full Gospel Believers Church è una fiorente chiesa locale con 350 membri nel nord dell’Etiopia, dove però la maggior parte delle chiese è di denominazione copto ortodossa. Ed è da loro che sono partiti gli attacchi. Ci sono membri della chiesa ortodossa che temono lo sviluppo delle chiese evangeliche e, pur di farle fallire, compiono delle azioni anche criminose. Grazie a Dio, finora nessuno è stato ucciso durante le loro incursioni, ma l’ultima ha fatto andare in fumo il luogo di culto dell’EFGBC.


Fuoco nemico

Nella West Hararghe, la chiesa di Gangesso Gebriel e una delle sue comunità “figlie” sono state vittime di persecuzioni molto dure. Una notte, le bande organizzate hanno dato alle fiamme gli edifici delle chiese. Nonostante tutto, i cristiani lavorano efficacemente in quella regione, che è composta per il 98% da musulmani. Sono già state fondate diverse comunità “figlie” e molte persone hanno accolto il Vangelo.

Ma gli attacchi incendiari sono sempre più diffusi in Etiopia. Rinunciare? Non è un’opzione. Attualmente i cristiani di Ejere celebrano il loro servizio di culto in un locale provvisorio in ferro ondulato, mentre i membri della chiesa di Gangesso Gebriel si incontrano nelle case. Le congregazioni non si arrendono e pianificano di ricostruire i loro luoghi di culto, alcuni più grandi di prima. Il costo è di circa 30.000 euro per ogni comunità.

Persecuzioni al posto della celebrazione di Capodanno

11 settembre 2010, Capodanno etiope. I cristiani di tutte le confessioni preparano una celebrazione che prevede il culto e una festa a Senbete Sinkile. Con grande dispiacere per i propri genitori, anche i bambini musulmani si mescolano ai gruppi che allestiscono l’evento.

Ma sono tempi difficili. Può succedere che gli stessi musulmani strappino delle pagine del Corano e poi incolpino i cristiani per quanto è accaduto. La situazione è sempre più grave. I musulmani arrabbiati si moltiplicano: picchiano i cristiani, li mettono in prigione con false accuse e appiccano degli incendi. Ad esempio, un anziano della chiesa locale, Markos Lagisos, è stato assassinato poco dopo essere uscito di prigione. Si sono verificate delle gravi persecuzioni contro i cristiani in tutta l'area. Molti sono costretti a fuggire, mentre 16 chiese sono state date alle fiamme. Oltre ad ACP, sul posto sono presenti dei donatori che contribuiscono alla ricostruzione.


Passi in avanti verso la riconciliazione

In qualche modo siamo chiamati alla riconciliazione. E ciò avviene attraverso due “apriporta”: uno di questi è un progetto di allevamento delle capre rivolto alle donne, che serve a modificare l'atteggiamento della popolazione locale nei confronti della chiesa.

Il secondo ha a che fare con la registrazione degli scolari: i genitori sono costretti a entrare all’interno dell’area della chiesa. Vengono accolti calorosamente. E così, i cristiani riescono a parlare con loro e a infondere speranza. Dunque, attraverso l’educazione dei bambini possiamo dare un segnale forte. A proposito, una delle madri che ha affidato il proprio bambino ad insegnanti cristiani è legata all’assassino di Markos Lagisos.


Per concludere, ACP concentra i propri aiuti umanitari nelle regioni in cui i cristiani soffrono a causa della fede o dove non ci sono comunità cristiane. Lavorare in luoghi in cui le persone hanno pagato un prezzo elevato per Gesù fa la differenza. Siamo convinti che molti dei persecutori troveranno la strada che porta a Cristo.