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Novità 21Un aiuto concreto al tempo del Covid-19

Le misure adottate nel nostro Paese per il contenimento del coronavirus portano a una serie di restrizioni. Quegli stessi provvedimenti in altre nazioni possono significare la morte. Come spesso accade, i più poveri tra i poveri subiscono le conseguenze peggiori.

 

Il nostro collaboratore a Manila, nelle Filippine, scrive: «Per milioni di abitanti delle baraccopoli di Manila e dintorni il coprifuoco è molto peggio del virus stesso. “Non moriamo per il Covid-19, ma per la fame”, dicono migliaia di persone prese dalla paura. Tra loro ci sono tanti lavoratori a chiamata o netturbini, che non hanno uno stipendio mensile ma un guadagno giornaliero, sufficiente ad acquistare cibo per appena uno o due pasti. Vivono alla giornata, non hanno soldi né riserve di cibo, e combattono per la sopravvivenza anche senza la pandemia. Oltre al problema dell’approvvigionamento alimentare, esiste anche quello dell’igiene personale. L’acqua viene razionata e fornita solo due volte a settimana, per bere. Lavarsi le mani è fuori discussione. E la richiesta di mantenere il distanziamento sociale sembra una barzelletta: il distretto di Tondo, a Manila, è infatti uno dei luoghi più densamente popolati della Terra, con oltre 65.000 persone per chilometro quadrato. Poiché il sistema sanitario è progettato solo per i ricchi, una grave diffusione della malattia costituirebbe una condanna a morte per molte persone».


Il nostro partner a Peshawar, in Pakistan, ha avviato un progetto di aiuto per le famiglie cristiane. Nel Paese, infatti, i cristiani sono ai margini della vita economica e sociale, per cui in questo momento sono particolarmente colpiti dalla crisi. Stiamo contribuendo a garantire il rifornimento di pacchi alimentari a 200 famiglie.