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News 43Etiopia | Ferito, ma in vita

«Sono pronto a dare non soltanto il mio braccio, ma la mia vita per Gesù». Quella di Yusuf non è una frase di circostanza, perché lui ha davvero perso un braccio.

Yusuf Abubeke vive a Lega Lencha, un villaggio ad est di Addis Abeba. Il contadino di 29 anni è sposato e ha due figli. È cresciuto in una famiglia musulmana e tutto nella sua vita scorreva tranquillo finché un giorno in un villaggio vicino incontrò l’evangelista Ibsa Abdo. I due si misero a parlare e Ibsa raccontò a Yusuf del potere salvifico di Gesù Cristo. Yusuf credette a quel messaggio e chiese a Gesù di diventare il suo Salvatore. Ovviamente, da quel momento cominciò a desiderare di saperne di più su Dio. Leggeva con fervore la Bibbia e pregava. Ibsa lo accompagnò nella sua crescita spirituale.


Quattro anni dopo…

La fede di Yusuf si consolidò e la sua conoscenza crebbe a tal punto che iniziò a insegnare agli altri. A casa sua si svolgevano delle riunioni segrete con i musulmani che mostravano interesse nei confronti di Gesù. I capi della moschea lo vennero a sapere. Prima usarono delle spie, poi istruirono alcune persone per minacciare Yusuf: «Smettila di fare quegli incontri e torna all’Islam», gli dicevano. Ma lui rimaneva fermo: «Non rinuncerò alla mia fede, perché essa è la mia vita». E così continuava a parlare di Gesù agli altri.


9 giugno 2019

«Sei nemico di Allah!», gli gridò quel giorno un gruppo di almeno cinque musulmani. Yusuf venne circondato e picchiato. In ospedale, i medici si resero conto che il suo braccio sinistro non poteva essere salvato e furono costretti ad amputarlo. L’intervento e il successivo lungo trattamento si rivelarono così costosi che i risparmi di Yusuf erano insufficienti. Fu quindi costretto ad affittare la sua terra per riuscire a pagare tutto.


Non solo il mio braccio…

Quando gli venne chiesto come si sentiva dopo la dimissione dall’ospedale, la sua risposta fu sorprendente. Dalla sua bocca non uscì alcuna lamentela, ma parole caratterizzate da una profonda fede: «Sono pronto a dare non soltanto il mio braccio, ma la mia vita per Gesù».


Ma come fa oggi Yusuf a sfamare la sua famiglia? La sua terra è in affitto e con il suo handicap non può più coltivarla. Ha bisogno di supporto materiale, psicologico e spirituale. I nostri partner etiopi vogliono aiutare Yusuf a creare una mini fattoria per l’ingrasso di bovini e capre. L’obiettivo è quello di ingrassare gli animali e poi di venderli a scopo di lucro. Una volta saputo di questo progetto, abbiamo deciso spontaneamente di sostenerlo. Con 5.000 euro si possono acquistare buoi e capre e permettere alla famiglia di mantenersi e di coprire i costi delle medicine. Questo supporto continuerà fino a quando il lavoro della fattoria non diventerà redditizio. Contribuite anche voi al sostegno di questa vittima della persecuzione e della sua famiglia.


ACP supporta 160 evangelisti locali in Etiopia. Puoi sostenerli diventando un loro sponsor. Contatta F. Göttel: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. +49 (0) 6043984 92 50.