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Sri Lanka 29 Sri Lanka | Il Covid-19 come porta d’ingresso

Lakmal è stato duramente perseguitato: lui è un cristiano che vive in un villaggio buddista. Ora ha improvvisamente l’opportunità di fornire cibo agli affamati di quel luogo.


Panama è un villaggio nel sud ovest dello Sri Lanka ed è al 100 per cento buddista. Uno dei monaci ricopre anche la carica di sindaco e non tollera i cristiani né le visite dei pastori.


Tempo fa il nostro partner decise di recarsi lì: «È un luogo che ha proprio bisogno del messaggio di Cristo», affermò. Una volta sul posto, riunì alcune persone e raccontò loro di Gesù. Durante la preghiera per i malati accadero molti miracoli. Una donna paralizzata, ad esempio, riprese a camminare all’istante.


Pochi mesi prima di quella visita, un uomo di nome Lakmal si era trasferito a Panama insieme alla moglie: lo aveva fatto per vendere “Koththu”, un piatto molto ricercato. Entrambi sono diventati cristiani qualche tempo dopo, grazie a una chiesa che abbiamo fondato nello Sri Lanka centrale. Lakmal propose di tenere degli incontri in casa loro, ma parteciparono in pochi. Quando il sindaco-monaco buddista lo venne a sapere, mobilitò alcune persone per perseguitare Lakmal e sua moglie.


Il nostro partner decise di visitare nuovamente il villaggio, ma Lakmal cercò di fargli cambiare idea: una folla era pronta ad assalirlo. «Andai lo stesso, seguendo una strada diversa - racconta il nostro collaboratore - Riuscii ad entrare di nascosto nella casa di Lakmal. Lì c’era un piccolo gruppo di persone che aveva accettato Gesù attraverso quell’uomo e cantava al Signore». Non ci volle molto prima che un gruppo di buddisti radicali si avvicinasse all’abitazione e l’attaccasse. All’interno, però, continuarono a pregare e a cantare, finché i malintenzionati non se ne andarono.

Lakmal dimostra di essere molto coraggioso e di cogliere qualsiasi opportunità per far conoscere Gesù, nonostante i tentativi del monaco di fermarlo.


Nell’ultimo periodo il Covid-19 è arrivato anche nello Sri Lanka. La gente del villaggio deve restare chiusa in casa. La maggior parte degli abitanti lavora come bracciante e da un giorno all’altro ha perso il lavoro. La spesa può essere ordinata soltanto online, ma questo sistema non funziona perché le persone sono senza smartphone, computer e denaro. Anche l’attività di Lakmal è stata chiusa temporaneamente. Allora lui ha chiesto un permesso speciale per distribuire cibo agli indigenti. Grazie a Dio, gliel’hanno concesso. ACP ha fornito circa 300 dollari di aiuti per l’emergenza. Quel contributo permette a Lakmal di produrre “Koththu” a pieno ritmo e di consegnarli insieme a riso e focaccia ai bisognosi del villaggio. La gente è stupita e gli chiede perché lo stia facendo. «Questo è un tempo speciale donato da Dio - chiosa Lakmal - Ora posso annunciare Gesù in tutto il villaggio. Vi sono molto grato per avermi fornito i mezzi per farlo».