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Sudan del Sud 34 Sudan del Sud | Lavoro da “spaccarsi la schiena”

Un'esperienza unica che ha rafforzato il mio desiderio di diventare missionario nel Sudan del Sud. Come aspirante alla missione, ho girato per il Paese insieme al rappresentante nazionale di ACP e al pastore B., leader del progetto locale.


Prime impressioni

«Il “semplice” è fatto. Non resta che il lavoro duro». Nella prima parte di questa dichiarazione, il pastore B. indica che una parte dei gruppi etnici del Sudan del Sud sono già stati raggiunti. Il lavoro duro, di “rottura della schiena”, si riferisce alle tribù più difficili da raggiungere, a causa della loro specifica cultura e/o della posizione remota in cui si trovano. Il nostro viaggio esplorativo è rivolto alle comunità appena nate tra i gruppi etnici già raggiunti. Ci muoviamo per incoraggiare quei cristiani e quegli evangelisti. Ogni giorno visitiamo una chiesa e in ognuno di quei luoghi mi meraviglio dell'opera di Dio: le persone danno la vita a Gesù e vengono fondate nuove chiese.


Nessun prezzo è troppo alto

Sono tanto entusiasta quanto impressionato. Mi colpiscono i grandi sacrifici che ci sono dietro a quelle comunità. Spesso gli evangelisti devono lasciare le loro famiglie per mesi per portare la buona notizia alle persone che non l’hanno mai sentita. Se la situazione locale e le finanze lo permettono, la famiglia può andare insieme. Altrimenti no. Un evangelista ha fondato una chiesa in un villaggio completamente musulmano, dove tutti i tentativi precedenti erano falliti. Ha cercato di fare amicizia con la gente, di andarli a trovare a casa, di parlare loro di Gesù ogni volta che era possibile. Apparentemente invano. Per ben quattro anni nessuno ha scelto di seguire Cristo, ma l'evangelista non si è arreso. Poi da alcuni mesi è nata una piccola comunità cristiana. Durante la nostra visita, altri musulmani hanno preso parte come uditori al servizio della chiesa, pensando seriamente di aprire il loro cuore a Gesù. In un altro villaggio, alcuni uomini di un gruppo musulmano tradizionale si sono rivolti a Cristo. Ma altri, infastiditi dalla presenza dell’evangelista, hanno deciso di fargliela pagare. Poco tempo dopo è stato trovato gravemente ferito a causa dei colpi di un machete. Ci è voluto un giorno intero per avere un mezzo che lo portasse all'ospedale più vicino.


Un assaggio di terra

In ogni villaggio riscontriamo la stessa emergenza: «Non abbiamo una scuola, né una clinica». Quasi ovunque manca anche l’acqua pulita. Una volta, una donna ci ha offerto una bevanda leggermente colorata. «Sarà del tè», ho pensato dentro di me. In realtà, dopo abbiamo scoperto che si trattava di acqua sporcata dalla terra. Acqua, tè e caffè: qui tutto ha un sapore terroso. C'è molto da fare nel Sudan del Sud. Voglio aiutare.