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Siberia 37Siberia | Tra il ghiaccio perenne per far conoscere la vita eterna

Si sono inginocchiati nella neve e hanno supplicato lui e la sua squadra di rimanere ancora una sera e raccontare di Dio.


Migliaia di chilometri sono già alle nostre spalle. In cerca di benzina e di cibo, raggiungiamo un villaggio sul Mare Artico.


A rischio estinzione

Lavoriamo in Siberia dal 1994. E dal 2006 facciamo regolarmente dei viaggi attraversando le distese di ghiaccio in direzione del Circolo Polare Artico. Andiamo a trovare le popolazioni Yakuts, Buryats, Evenks, Jukagirs, ecc... Si tratta di popoli a rischio estinzione e che, senza Gesù, tendono a chiudersi in se stessi e a scoraggiarsi. I loro villaggi sono sparsi in mezzo ai ghiacci e si trovano anche a distanza di 500-800 chilometri l’uno dall’altro. L’alcol è il killer numero uno e viene utilizzato come una specie di valuta: lì non ci sono contanti o carte di credito, ma tutto (carne, pelli, pesce, ecc...) viene scambiato con bevande alcoliche molto ricercate. Anche i bambini, fin dai primi anni di vita, entrano a contatto con il bere. Viene somministrato loro dell’alcol, di modo che stiano calmi e non disturbino.


Se le persone ubriache bivaccano per le strade, il freddo fino a meno 60° C risolve il loro problema di dipendenza in modo rapido e per sempre. Chi sopravvive alle orge alcoliche può comunque andare incontro ad altri problemi: ad esempio, può facilmente finire in mezzo a discussioni e risse, che spesso degenerano fino all’uso di armi. Non ci sono cure mediche, quindi anche le malattie più “banali” possono portare alla morte delle persone.


Campo base” per gli spostamenti verso nord

Gesù può cambiare il destino di quelle persone. Anche loro hanno il diritto di ascoltare la buona notizia e di ricevere il miracolo di una nuova vita. Ecco perché stiamo facendo tutto il possibile per creare delle chiese in quei villaggi. Ma questo richiede che ci siano dei cuori dedicati e coraggiosi che siano disposti ad andare lì e a rimanerci. Come può succedere?

La scuola biblica di Angarsk, fondata nel 1997, rappresenta una sorta di “campo base” per l’avvio di attività missionarie nelle varie città. Contribuisce a formare giovani studenti della Bibbia. Il 70-80% di loro un tempo aveva problemi di dipendenza da alcol o droghe. Sono dunque persone che conoscono molto bene il potere di quelle sostanze assassine e, allo stesso tempo, il potere ancora maggiore di chi li ha liberati. Dopo essersi diplomati alla scuola biblica, circa il 20% di loro si trasferisce a nord. Ogni anno sorgono ex novo dalle sei alle nove chiese. La scuola biblica, che prima si teneva nelle aule della chiesa, ora è traboccante di persone. Così, nel 2019 è stato deciso di costruire un nuovo edificio per ospitare quelle lezioni, ma il finanziamento non è ancora garantito.


Una richiesta urgente

Tornando al villaggio sul Mare Artico, una volta sul posto chiedemmo indicazioni a un paio di persone e cominciammo a conversare con loro. Volevano sapere chi fossimo, da dove venissimo e cosa ci avesse portato lì. Dopo aver risposto ai quesiti, la donna esclamò: «Questo Gesù dev’essere un Dio importante se siete disposti ad andare così lontano per lui». A quel punto i due si inginocchiarono e ci chiesero di rimanere ancora una notte a raccontare di Dio. Quel fatto inaspettato avrebbe stravolto i nostri piani, ma come potevamo rifiutare una richiesta del genere? Così l’uomo quella sera riuscì a radunare 40 abitanti del villaggio, sei dei quali accettarono Gesù Cristo nel proprio cuore.


Nel ghiaccio perenne per far conoscere la vita eterna! Grazie per le vostre preghiere e per aver investito economicamente.