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Novità 8 Antonio | Una storia di chi non si lascia andare

Antonio è nato nel Giugno del 1981. Capelli scuri, occhi neri. Laurea in Scienze Politiche. Tono pacato. C’è un po’ di timidezza nella sua voce, ma ha voglia di parlare di sé, della sua storia e io sono lì per ascoltare.

La sua sembra una vita come tante. Un laureato, sulla quarantina che vive nel mondo dei precari. Ma c’è di più.

Antonio vive infatti due realtà molto diverse. Da una parte quella dell’uomo determinato, impegnato nell’attività politica della sua cittadina. Dall’altra quella di una persona che per vivere ha dovuto chiedere il reddito di cittadinanza. Non è certo una storia di furberia, né di inettitudine, anzi.  Il suo modo di vivere, le sue scelte e le possibilità che ha avuto, arrivano da radici profonde.

Vissuto con sua madre e l’aiuto di uno zio. Il padre non c’è mai stato. Tra campeggio e case popolari, la sua esistenza è stata segnata dalla fatica nell’ottenere ciò che ha.  Nulla gli è stato regalato.

Madre operaia che a qualche anno dalla sua nascita entra in cassa integrazione e successivamente la ditta chiude. Da lì non trova più un lavoro continuativo. Prima una ditta di pulizie, poi colf a ore. Senza entrate regolari. Lei e Antonio vivono grazie anche al supporto dello zio, che sostiene il nipote negli studi. Desidera diventasse autonomo e all’inizio sembra essere così.

Dopo il diploma, infatti, Antonio riesce a entrare nel settore pubblico. Poi un’operazione gli dà uno stop, ma anche il tempo di pensare a un nuovo obiettivo: la Laurea in Scienze Politiche che arriva nel 2012. Da lì parte un progetto con il Comune di Moncalieri, che lo vede impegnato per un anno.

Nel 2013 la madre muore di ictus. Antonio si trasferisce dallo zio, che manca però subito dopo, nel 2014. Rimane solo, senza lavoro, la collaborazione con Moncalieri è conclusa. Riesce a ottenere una casa popolare e nel 2017 dopo una breve collaborazione in una cooperativa, si ritrova di nuovo disoccupato.

Nel frattempo però comincia a frequentare la Chiesa Evangelica del Pastore Luigi Pecora. Qui dà una mano per la consegna dei pacchi del Banco Alimentare del giovedì, di cui è anche beneficiario. C osì da assistito, passa ad un ruolo attivo in cui è lui ad aiutare gli altri. L’attività per il Banco cresce e diventa in breve tempo responsabile della parte burocratica: registrazione assistiti e gestione delle bolle dei prodotti alimentari. Nel frattempo, grazie anche al sostegno di Luigi, si convince a chiedere il reddito di cittadinanza.

Ma non è solo la questione economica che blocca la progettualità di chi oggi non ha un lavoro, è anche e soprattutto lo stare fermo. Per questo la determinazione di Antonio si alimenta soprattutto con il fare.

Con il Banco alimentare il volontariato continua e si amplia, vedendolo in diverse occasioni protagonista del ri-confezionamento prodotti nel magazzino di Moncalieri. Attività molto delicata e fondamentale per salvare gli alimenti che spesso arrivano dalle aziende, con packaging errato o rovinato all’esterno, ma in cui i prodotti sono perfettamente integri e consumabili.
Parallelamente si dedica anche ad attività di volontariato di comunità, come il vigile di quartiere con la Protezione Civile. E poi alla politica, appunto, sua grande passione. La politica è per Antonio una ragione di vita, un modo per rimanere legato al mondo, alla comunità, attraverso il dialogo e la discussione. Per questo anche nella complessità della sua vita, decide di creare un’associazione politica, di cui cura lo statuto, l’atto costitutivo, il manifesto pragmatico. Il pensiero che muove il suo impegno sono i temi del lavoro, delle politiche sociali, e dell’ambiente. Tutte tematiche che lo riguardano da vicino e che in qualche modo ha vissuto e vive sulla sua pelle. E intanto non si ferma.

Perché questa è una storia che non ha una fine né lieta né triste. È un racconto vivo che continua. Con dubbi, incertezze, pazienza e tanto coraggio. Quello di Antonio è un esempio di chi non aspetta che le cose funzionino tutte e tutte insieme, ma di chi intanto vive. Poi qualcosa cambia sempre e chissà che tutta questa energia che mette a favore degli altri non gli ritorni sotto forma di un pò di fortuna perché le cose finiscano bene… noi tifiamo per lui.