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Novità 9 Pakistan | Due sorelle cristiane uccise perché rifiutano di convertirsi all'Islam

Abida (26 anni) e Sajida (28 anni), vivevano a Makhan Colony (vicino a Lahore, in Pakistan) e lavoravano in una fabbrica di medicinali. I loro due supervisori, Mumtaz Khan e Muhammad Naeem, di religione musulmana, dopo aver scoperto che le due sorelle erano cristiane, hanno iniziato a tormentarle e a forzarle a convertirsi all’Islam, dicendo loro che, se non lo avessero fatto, le avrebbero violentate e dato loro attività lavorative aggiuntive. Ma, nonostante le difficoltà che ogni giorno dovevano affrontare sul lavoro, sono rimaste salde nella loro fede e non hanno mai rinnegato Gesù. Entrambe erano sposate e avevano parlato ai loro mariti del comportamento dei due supervisori, ma, per via della condizione di povertà in cui versavano, erano impossibilitate a lasciare quel loro impiego.

Il 26 Novembre 2020 sono andate al lavoro ma non sono mai più tornate: i familiari pensavano avessero tardato a fare ritorno a casa perché, a fine giornata, si sarebbero dovute recare a fare la spesa. Dopo qualche ora la famiglia ha iniziato a cercarle e ne ha denunciato la scomparsa. I loro corpi senza vita sono stati trovati in un fiume il 4 Gennaio 2021, all’interno di sacchi di plastica: entrambe avevano le mani legate dietro la schiena e le gole tagliate. I maggiori sospettati erano sicuramente i due supervisori, poiché i poliziotti erano stati informati dai famigliari delle ragazze del loro comportamento. Durante l’interrogatorio costoro hanno confessato: hanno rapito le ragazze, abusato sessualmente di loro, legato loro le mani dietro la schiena, tagliato le loro gole e messo i due corpi in sacchi di plastica che hanno poi buttato nel fiume. I due hanno dichiarato di avere fatto ciò perché le due sorelle erano di religione cristiana. Sajida aveva quattro figli e Adiba una figlia. Il martirio delle due sorelle dà un’idea di come agiscano questi estremisti islamici nei riguardi dei cristiani, e del loro odio verso il cristianesimo. Ma da quanto scritto sopra si possono anche facilmente intuire le difficoltà cui vanno incontro, nella loro vita, le donne cristiane in Pakistan, a partire dalle avversità a scuola o sul posto di lavoro. Gli estremisti lasciano a queste donne solo due scelte: rinnegare Gesù e convertirsi all’Islam o restare salde nella propria fede e morire. Pensiamo a come faranno i figli di queste donne a crescere senza di loro! Essi vivranno tutta la vita nella paura di questi estremisti che hanno ucciso le loro madri per la sola ragione che costoro hanno rifiutato di convertirsi all’Islam! Per i cristiani in Pakistan la vita sta diventando ogni giorno più difficile e possono solo scegliere tra la conversione all’Islam e l’abbandono del Paese. Vi chiediamo di pregare per queste famiglie, per i figli che sono rimasti senza madri e i mariti che sono rimasti senza le mogli.